Design italiano

I maestri degli anni ’50 e ’60, da Aulenti a Castiglioni a Magistretti, hanno fatto un buon lavoro se in questo decennio il nostro Paese è diventato il punto di confluenza delle nuove generazioni creative a livello internazionale. Dal design industriale a quello d’arredo, al design d’auto lo stile italiano si contraddistingue per la mescolanza di fantasia e rigore progettuale. Questo perché si avvale di ottime istituzioni formative come scuole all’avanguardia nella progettazione, facoltà universitarie, mostre, e di differenti luoghi di comunicazione e di esposizione. Il panorama attuale si presenta, quindi, molto diversificato e dinamico con una rete distributiva e produttiva molto flessibile e una serie di aziende che hanno fatto emergere molti giovani talenti.

Il design italiano mescola funzionalità ed ironia valorizzando anche materiali che finora erano stati considerati di scarto o di ripiego riuscendo, così, a reinventare gli oggetti. E’ un design piacevole e fluido ma allo stesso tempo complesso perché pieno di emotività e carico di suggestioni e inquietudini provenienti dai media e dalle preoccupazioni della comunicazione globale: molti oggetti sono, dunque, non solo funzionali ma trasmettono anche una forte carica umana e affettiva. Questo genere è chiamato “design emozionale”, infatti.

Esiste anche un “design conviviale”, secondo la definizione di Aldo Cibic, che comprende tavoli e sedie ma anche fantasiose lampade, batterie di pentole in acciaio, piccoli oggetti. L’arredamento della casa è uno dei campi in cui il design moderno ha trovato la sua massima funzionalità se pensiamo agli splendidi divani, a celebri poltrone, a originali mobili divisori. Alle tendenze emotive si affiancano opere di grande razionalità in cui la ricerca riguarda soprattutto i materiali, i colori, le tessiture; per esempio il design applicato alla luce, che si realizza nella creazione di splendide lampade da ufficio.

E di design si occupano anche alcuni scultori, realizzando opere “nelle quali il design è arricchito con gli umori fantastici della scultura”.

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Agosto 2010 – Prima Edizione